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Primo case report in paziente affetto da sindrome da anticorpi antifosfolipidi

Primo case report in paziente affetto da sindrome da anticorpi antifosfolipidi

Al di là dell’importante efficacia che il trattamento CAR-T ha dimostrato in ambito oncologico e in particolar modo nei confronti di leucemia acuta linfoide B e Linfomi B aggressivi, recentemente sta crescendo l’interesse per il suo potenziale utilizzo come terapia target anche nei confronti di disordini autoimmuni.
Schmelz JL, et al descrivono il primo caso di trattamento CAR-T in una paziente affetta da linfoma diffuso a grandi cellule B e concomitante sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APLS). Dopo refrattarietà a due linee di terapia (R-EPOCH e R-DHAP) la paziente veniva infatti avviata al trattamento con antiCD-19 CAR-T (axicabtagen ciloleucel) con ottenimento di remissione completa. Il dato interessante è che a 12 mesi di follow-up la paziente, la quale era precedentemente in terapia con warfarin in conseguenza a episodi recidivanti di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, mostra persistente normalizzazione del titolo anticorpale IgM anticardiolipina (precedentemente elevato) e senza necessità di terapia anticoagulante, rimanendo esente da fenomeni trombotici. Questo caso pone ulteriori basi per ipotizzare un futuro ruolo di CAR-T nel trattamento di patologie autoimmuni.

Schmelz JL, Navsaria L, Goswamy R, Chuang HH, Miranda RN, Lee HJ. Chimeric antigen receptor T-cell therapy's role in antiphospholipid syndrome: a case report. Br J Haematol. 2020;188(3):e5–e8